Sofia di Talkwithme, un Esempio da Seguire. La Sua Storia

Mi chiamo Sofia, nata a Napoli da genitori marocchini venuti in Italia negli anni 80′.
All’età di 3 anni, i miei genitori si trasferirono in un piccolo paesino nella provincia di Caserta. Talmente piccolo da non aver mai avuto l’occasione di conoscere persone di seconda generazione o straniere.

Fin da piccola ho sempre avuto una fortissima passione per le lingue, amavo parlare in lingue anche inventate da me, per poi dire agli amichetti che parlavo benissimo in svedese o in norvegese.

Costringevo i miei genitori ad insegnarmi l’arabo, volevo a tutti costi imparare a scriverlo e a leggerlo. A scuola ero bravissima in tutte le materie, ma principalmente per quelle umanistiche e linguistiche. Con il passare del tempo, ho dovuto lottare con una grandissima prova di Allah swt che mi ha portata sempre ad essere estroversa, ma sulla difensiva, vivace, chiacchierona e amichevole ma rigida con me stessa e pretenziosa.

Questo mio carattere contrastante mi ha portato ad essere dura nella mia fase adolescenziale. A scuola , fuori dalle mura domestiche ero sempre con persone che, fondamentalmente, non mi capivano a pieno. E se magari un giorno si affrontava un discorso più interculturale, era meglio non averlo aperto, perché trovavo solo ignoranza e chiusura mentale.

Non portavo il velo e quindi per me era più facile amalgamarmi con loro. Non sembravo né araba e né musulmana quindi, andava bene così. Questa storia durò per tutto il periodo delle superiori, finché un giorno capii che non aveva alcun senso compiacere il gruppetto di amici ignoranti e perdere quel pezzo della mia identità, che mi mancava curare.

Così decisi, da un giorno all’altro, di cambiare completamente la mia vita. Chiudendo tutti i rapporti con persone che non mi comprendevano a fondo (amo le forti decisioni). Chiesi a loro di cancellare tutte le foto dove c’ero anche io dai loro profili Facebook, e quando decisi di indossare il velo la maggior parte di loro, se mi incontravano per strada facevano finta di non vedermi (non tutti).

Capii che c’era ancora tanta strada da percorrere e che, per abbattere questa ignoranza dovevo lavorare sodo […]

[…] Quando capii che c’era ancora tanta strada da percorrere e che, per abbattere questa ignoranza, dovevo lavorare sodo iniziai a sentirmi fuori luogo ovunque io andassi, mi sentivo persa e non riuscivo ad immaginare quale fosse stata la migliore maniera per accrescere la fede. Sapevo che mi mancavano le basi.

La cosa che mi faceva più star male era il non saper rispondere a modo alle provocazioni e domande dei miei compagni. A volte, quelle domande le facevo anche a me stessa, e le risposte che mi davano i miei, per quanto veritiere non mi soddisfavano.

Avevo bisogno di molto altro ancora, ma non sapevo da dove iniziare. Durante una noiosa lezione di matematica, a scuola, digitai Allah su Google e iniziai a scrollare, ma trovai pochissime informazioni a riguardo e un lungo elenco di immagini correlate al jihad e a guerre. Chiusi immediatamente tutto e decisi di tornare a seguire la lezione.

Non avevo ancora raccolto strumenti a sufficienza per “azzittire” i miei compagni adolescenti e pieni di pregiudizi; quindi continuai per molto tempo a domandarmi e a non trovare le risposte che volevo. Il periodo adolescenziale, per me è stato un tormento.

Il mio professore di lettere, morì giovanissimo e pochi anni prima della sua morte mi disse che il mio volto emanava una luce tale da illuminare le pareti dell’aula. In quel momento non capivo esattamente a cosa alludesse. Sembravo così sicura di me, forte, invincibile, guai a chi mi provocasse.

Non sono mai stata una ragazza timida e le forti decisioni, grandi o piccole che siano, non mi facevano paura. Dopo la maturità decisi di iscrivermi all’Università per migliorare il mio arabo, ma non ero poi così tanto sicura della scelta presa, o forse sì, fatto sta che a Napoli la mia vita ebbe un’opportunità cercata invano da anni.

Iniziai ad assorbire il mondo dell’Islam: dalla storia alla letteratura, alla lingua e non mi pesava affatto. Iniziai a conoscere persone con le mie stesse passioni e il mio cuore gioiva quando parlavo con i nuovi musulmani o solamente con chi nutriva un forte sentimento verso la lingua e la letteratura araba. Finalmente non mi sentivo più sola […]