OIDUR, Monitorerà Fatti Subculturali Violenti Inflitti al Genere Femminile

Pare sia diventato lo script per eccellenza. I social la fanno da padroni, il voyerismo digitale ne ha consacrato l’aberrazione. L’80% dei casi si registra ai danni di soggetti femminili, l’abuso fisico registra dati altissimi, come se lo avessimo accettato in quanto fatto possibile.

Le vittime per la stragrande maggioranza dei casi sono donne vulnerabili, ma rimangono nella tela anche coloro che, in maniera oggettiva, non rientrerebbero nell’identikit di donne facilmente predabili.

Offendere, umiliare, deridere, abusare una donna è una lettura facile, e come se non bastasse la condanna continua in processi mediatici e social. A puntare il dito, non soltanto uomini, ma anche donne.

La donna è condannata, e poco difesa, la cultura del sospetto la si addossa tutta a Lei.

Esiste un limite sovrano che separa dall’etica morale, dal rispetto umano e dalla violenza tout court, che sia fisica o psicologica, nulla cambia.

E’ emergenziale un risanamento dell’educazione al rispetto della persona, è necessaria la condanna totale verso ogni atto di violenza, e contestualmente la sua propagazione.

Bisogna che avvenga la costituzione di una massa critica positiva per stigmatizzare stereotipi umilianti.

Scuola, Famiglia e Relazioni Interpersonali e Mass-Media hanno l’obbligo morale di attuare nuovi modelli comportamentali.

Mete Onlus, attraverso l’Oidur, monitorerà ogni fatto od atto di rilevanza subculturale, intervenendo in ogni sede ne sia richiesta l’oggettivazione.