METE: ‘Siamo Solidali con il Popolo Iraniano. Non più in Grado di Subire il Regime di Terrore Guidato dagli Ayatollah’

Quello che sta accadendo in questi giorni in Iran è il segnale forte di quanto la popolazione iraniana non sia più in grado di subire il regime di terrore guidato dagli ayatollah.

Il sacrificio delle vite umane registra numeri importanti, tra le immagini simbolo che stanno circolando in questi giorni delle proteste in corso a Teheran e nelle altre principali città iraniane ci sono le foto e i video delle donne che accendono le sigarette bruciando le foto dell’ayatollah Ali Khamenei.

Nonostante il Regime abbia imposto un blocco a internet, immagini della folla che sfilava ieri sera in diverse strade della capitale sono arrivate sui social network. Alcuni dimostranti battevano pentole e padelle, urlando slogan contro il Governo incluso ‘morte a Khamenei’, in riferimento alla guida suprema iraniana.

Sono almeno 2 mila i manifestanti uccisi in due settimane di proteste contro il Regime in Iran: lo sostiene la Fondazione del Premio Nobel per la pace Narges Mohammadi. Cresce intanto l’ipotesi di un intervento Usa, dopo che ieri Trump ha annunciato di essere pronto ad aiutare i manifestanti. 

Da Teheran fanno sapere: ‘se colpiti attaccheremo obiettivi di Israele e Usa’. 

‘La Repubblica islamica non farà marcia indietro di fronte ai vandali. Il popolo iraniano non può tollerare di essere sottomesso agli stranieri’. Lo scrive sui social la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Khamenei.

Reza Pahlavi, il figlio primogenito dell’ultimo Scià di Persia che fu deposto con la rivoluzione del 1979, sta cercando di mettersi a capo della rivolta in corso in Iran. Come erede della Monarchia, pensa di poter avere un ruolo nella transizione dopo che la Guida Suprema Ali Khamenei sarà deposto, arrestato o costretto a fuggire. 

Non abbandonate le strade. Trump, leader del mondo libero, ci aiuterà e presto sarò al vostro fianco”. Così, sui social, Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo scià dell’Iran, ai manifestanti anti-governativi che protestano in Iran.

‘Con la vostra presenza diffusa e coraggiosa nelle strade di tutto l’Iran per la terza notte consecutiva, avete gravemente indebolito l’apparato repressivo di Khamenei e il suo regime’.

Il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, è ‘scioccato’ dalle segnalazioni di violenza e uso eccessivo della forza da parte delle autorità iraniane contro i manifestanti in diverse località della Repubblica Islamica dell’Iran, che hanno causato decine di morti e molti altri feriti negli ultimi giorni.

A fine Angelus, Leone XIV rivolge un pensiero all’Iran, teatro di proteste e di violente repressioni, e alla Siria, dove proseguono gli scontri tra esercito governativo e milizie curde: ‘Perseguire il bene comune dell’intera società’. Invoca poi pace in Ucraina, al buio e al freddo a causa dei ‘gravi’ raid russi: ‘Cessare le violenze e intensificare gli sforzi per la pace’.