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28
mar

#stopchildabuse

 

Uccidere ed abusare i bambini, vuol dire uccidere la speranza di un mondo migliore, ancor di più, in un giorno di festa.

Di una vita che può ribellarsi alla negazione di ciò che stiamo vivendo.

Ci siamo fatti sopraffare da sentimenti di materialismo, dal potere che domina e prevarica il più debole.

Loro sono i vincitori, hanno in pugno un’arma, e possono distruggerci come vogliono.

Comprano la nostra libertà, ci annientano plagiando le nostre menti e la nostra anima, ancor prima dei nostri corpi. Usano degli scudi, il più grande, facile ed immediato è la religione.

Io, uccido ciò in cui credi.

Bambini soldato, bambine kamikaze, spose bambine, bambini che giocano liberamente durante un giorno di festa cristiana, come la Pasqua.

Nel mondo attuale, esistono persone che hanno deciso di seminare terrore e paura, nulla è più facile di compiere stragi.

In Oriente, come in Occidente.

L’Occidente sta contribuendo in questo processo di crimine contro l’Umanità: lo fanno le donne che sposano gli uomini dell’Isis, ritenendoli dei veri uomini, loro combattono per degli ideali; lo fanno gli uomini che offrono le loro menti eccelse ed ingegnose per compiere atti terroristici.

Torniamo umani, torniamo ad essere uomini e donne consapevoli.

Il mondo attuale è fracassato dalla paura, abbiamo smesso di proteggere i nostri figli.

Abbiamo smesso di guardare l’altro perché ci fa schifo, è povero e fa puzza.

Quello che è avvenuto ieri a Lahore è il simbolo di tutto questo: oltre 72 morti, e 300 feriti; tantissimi i bambini uccisi.

Il gruppo Jamatul Ahrar, già legato al principale gruppo talebano pachistano Tehrik e Taleban Pakistan (Ttp), ha rivendicato l’attentato.

Nella rivendicazione, il portavoce della fazione Ehsanullah Ehsan, telefonando a diversi giornalisti pachistani, ha sottolineato che l’obiettivo da colpire era la minoranza cristiana. “Abbiamo voluto mandare un messaggio al Primo Ministro Nawaz Sharif che noi siamo a Lahore. Può fare quello che vuole ma non ci fermerà. I nostri kamikaze continueranno questi attacchi”. L’organizzazione terroristica ha aggiunto che l’attentato di oggi fa parte di una serie di attacchi denominati “Saut-ul-Raad”, ovvero, “La voce del tuono”, e proseguiranno per tutto il 2016.

“I nostri Kamikaze”, su questa affermazione desidero porre l’accento, nessuno decide di morire spontaneamente, ma sono persone che vengono indottrinate e portate a morire.

Ciascuno al proprio Dio, chieda “Pace e Speranza” per questo mondo martoriato.

Torniamo Umani.

 

Giorgia Butera
Presidente Mete Onlus
Advocacy

 

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