sexting
30
lug

Sexting, Sessaggiare e Revenge Porn

Vago sul web in cerca di notizie sul sexting.

Il termine sexting deriva dalla fusione di due parole inglesi, sex (sesso), e texting (inviare messaggi), e consiste proprio nella capacità di stimolare la propria libido sessuale attraverso dei messaggi espliciti o allusivi e non solo.

Dai figli degli anni ’90 in poi siamo tutti consapevoli di cosa sia il sesso virtuale.

Da quando il web è entrato a far parte delle nostre vite dalle prime chatroom dove si flirtava alla versione “evoluta” (mi chiedo evoluzione o involuzione?) delle app più  o meno sofisticate, ai fugaci sms bollenti, ai messaggi testuali lasciati nelle vecchie chat  come nei nuovi smartphone, che sia Skype, Snapchat, Messenger di Facebook o WhatsApp, che consentono di fare scomparire contenuti anche multimediali entro il tempo da noi impostato. Ma il mondo non si ferma qui, perché i messaggi li criptano anche vedi Dust, Confide, Signal e Kaboom. Leggo articolo dopo articolo, e cerco di capire meglio, credetemi mi sento come chi può sbirciare dentro il vaso di Pandora.

È  una nuova era, secondo questi articoli, dove leggo e vi riporto  fedelmente “il sesso virtuale ha affrontato e superato alla grande tutti i cambiamenti tecnologici evolvendosi in base al costume e alle nuove tendenze.”

Costume? Nuove tendenze? Vogliamo davvero vivere così? Le domande che inizio a pormi aumentano. E vado avanti nella ricerca. Forse anche spinta dalla mia visione tradizionale  che vede il sesso e i sentimenti  appartenere a un mondo reale e non virtuale . Così  parto dal termine “SEXTING”. E scopro che esistono messaggi da inviare belli pronti, per chi ha scarsa creatività, raccolti in alcune guide sul tema. Queste raccolte hanno titoli eloquenti come: “Sexting: Simple Hot & Dirty Sexting, Tips to Drive Your Partner Crazy, Inspire Creativity, Strengthen Romantic, Relationship & Improve Sexting, Use Texting to Attract Romantic Love and Get the Guy of Your Dreams di Nicole Nichols, 101 Dirty Text Messages, Sexting & Dirty Text Messages For You To Get Naughty di Denise Brienne, tutti reperibili online sia su amazon.it anche in formato Kindle.

Vado ancora più  dentro il web e trovo anche le soluzioni per i più  “distratti”. Perché  la cosa peggiore sarebbe lasciare i messaggi hot a portata di mano così altro aspetto  del sexting, è la sicurezza. È importante cancellare i dati delle immagini che si mandano, che rivelano dettagli privati come il luogo dello scatto sullo smartphone si possono usare app come Exif Stripper e TrashExif. La fretta poi è nemica: “controlla sempre che il destinatario dei tuoi messaggi o delle tue foto sia quello giusto” è uno dei consigli dei manuali.

Altro aspetto: deve esserci una fiducia assoluta nel partner con cui si fa sesso virtuale, perché  farlo  con sconosciuti equivale ad una ROULETTE RUSSA.

Gli articoli mettono in guardia (o mettono le mani avanti?) sulla possibilità di cadere vittima di REVENGE PORN, ovvero quando le foto e i filmati hot vengono messi in rete. E qui scattano ben altri dubbi, rapporti umani fiducia dell’ignoto e non solo gli articoli mettono in guardia anche dalla possibilità di cadere nella “dipendenza da sesso virtuale”. Sarebbe una vera e propria malattia che come ogni dipendenza e crea molti problemi, soprattutto nelle relazioni quotidiane, anche di coppia.

Dall’ ESC – Center for Internet Use Disorders (escteam.net) tra i sintomi più frequenti della dipendenza da sesso virtuale ci sono:

– la quantità di tempo passato nelle chat, l’invio di messaggi privati con la richiesta di sesso virtuale

– pensieri ricorrenti sulla ricerca di partner per le attività di sesso virtuale

– tenere nascoste le attività online e provare sensi di colpa e vergogna.

E per uscirne è necessario rivolgersi a specialisti e psicologi, che con l’adeguata terapia sono in grado di curare questa dipendenza insidiosa.

Non credo si possa ridurre il tutto ad un semplice fenomeno di costume visto che il sexting  si fa attraverso lo smartphone, e chi possiede uno smartphone oggi  non è  solo il pubblico adulto.

Ad usare gli smartphone sono uomini e donne di tutte le età, tra cui genitori e figli; uesti ultimi a volte davvero troppo giovani per gestire adeguatamente le insidie che si celano dietro alcuni siti.

Purtroppo ad oggi c’è  poca consapevolezza.

Secondo una ricerca Ipsos per Save the Children, il 23% degli adulti e il 29% dei ragazzi è convinto che sia sicuro condividere foto e video intimi perché “lo fanno tutti”.

Continuo a cercare e leggo che i dati sono sempre più allarmanti ci confermano quanto il mondo dei giovanissimi sia seriamente a rischio di abusi sessuali.  Il rischio si amplifica quando si entra nella dimensione delle “sex chat”.

Nessuna registrazione e pieno anonimato. Pochi minuti per registrarsi e chattare. Dal mondo degli esperti  desta la preoccupazione anche della polizia  Omegle.com, il pericoloso social network del momento che spopola tra gli adolescenti. “State attenti, perché i predatori usano Omegle”, c’è scritto nella homepage. Impossibile stare attenti, perché l’adescamento online è un rischio reale.

I ragazzi cercano emozioni più forti, trasgressione, ma pedofili e adescatori sono dietro l’angolo. Proprio gli adescatori hanno vita facile. Per accedere a Omegle.com non è necessario registrarsi. Lo slogan del sito dice tutto: “Talk to strangers”. Omegle viene molto spesso associato a Kik, un altro social di messaggistica istantanea che permette agli utenti di condividere foto, disegni, emoticons, messaggi vocali e altri contenuti.

Tra questi sconosciuti, ci si può imbattere in 13enni così come in 58enni. Basta digitare l’url. Nessuna mail. Nessun numero di telefono, nessun nome. Totale autodistruzione delle chat una volta concluse. È una sorta di roulette in cui si può scegliere tra solo testo, solo video o versione ibrida. Si clicca il tasto start a chat e via, nel mondo del proibito.  E quasi tutti – la maggior parte uomini – parlano di sesso.

Tgcom24 si è introdotto in questo mondo. Utilizzando un’identità falsa con le caratteristiche di un soggetto di sesso femminile e  variando l’età hanno chattato con una trentina di persone. Dall’ichesta che hanno fatto il pericolo  sembra essere tangibile. Da alcuni interlocutori con profilo maschile  per esempio scrivono in risposta al  profilo falso usato durante l’inchiesta, di sesso femminile di 16 anni ecco le loro risposte:

– “Eccitante una 16enne… Chissà come sei morbida”. E ripete il concetto in modo più esplicito: “Credo che saresti morbida da palpare… Sarebbe eccezionale. Tipo baciarti? Tipo toccarti il c…?”

-“Hai Kik, scaricalo. Così possiamo sessaggiare”. – ” Sono un ragazzo  vengo qua per vedere se c’è qualche ragazza come me. Porca. Mi dai il numero? Dai, così vedo come sei. Ora cosa indossi?”

Da un profilo femminile:

– Ti va di venire in una chat sicura e gratuita dove ci sono mie amiche molto perverse?”

Cambiando le caratteristiche del profilo dichiarandosi  di sesso femminile ma fingendo di avere un’età di 13 anni:

-“Perché a 13 anni sei su un sito del genere? Cioè è pieno di pervertiti. L’altra sera ho trovato una di 41 anni che cercava qualcuno che gli mandava la foto del… Ti lascio immaginare”.

– “Ho conosciuto un sacco di ragazze. Però ti dico una cosa: qui cercano tutti di fare sesso. I maschi cercano di fare quella cosa anche con le più piccole”.

In conclusione cosa bisognerebbe fare per proteggere i giovani dai rischi del ‘sexting’?

Di certo è un fenomeno esistente di cui prendiamo atto,  non va esaltato ed oggi più che mai è indispensabile se non addirittura fondamentale un’azione educativa di fondo che consenta ai giovani di sviluppare una consapevolezza dei rischi connessi a questi comportamenti.  Dobbiamo aiutarli a  rafforzare le loro le capacità personali ed interpersonali, dobbiamo ripartire dall’educazione sentimentale e  sessuale che consenta loro di crescere protetti dalle storture delle perversioni del mondo adulto, affinché quando saranno giovani uomini e donne possano  vivere sessualità e relazioni sentimentali in modo costruttivo, responsabile ed auto-determinato.

 

Fonti:

seigradi.corriere.it/2013/09/07/sexting-diffuso-tra-giovanissimi/

 

Anna Rita Donisi
Neogiurista
Delegata Mete Onlus EN/AG/CL

 

Spread the love