Anita
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“Parole, Espressione di Umanità” di Anna Rita Donisi

 

“Entro dentro l’acquario radiofonico, luce bianca del  neon sulla scrivania, il silenzio della stanza grigionera  insonorizzata, microfono acceso, controllati i volumi.

Respiro,  un ultimo sguardo ai miei appunti, indosso le cuffie, adrenalina – sempre –  si chiude la porta e dall’altra parte del vetro il regista mi dà l’ok e 3..2..1..

ON AIR. Cinque lettere, con un mondo dentro, inizia così la magia con cui da una piccola stanza raggiungo cuori, menti e anime di persone che sono a kilometri di distanza, immersi nel loro quotidiano.

E io lì a colorare giornate, raccontando emozioni con il sorriso. Voce, parole e musica gli strumenti a disposizione di uno speaker. Tante le persone che si  sono svelate, storie di uomini, di donne, e queste vite le porto con me. Parole ascoltate. Così come ascolto i testi delle canzoni che si alternano in onda, che magari ci entrano sottopelle fino a legarsi indissolubilmente  con un ricordo, diventando parte di noi. Parole che danno Emozioni.

Eccomi qui. tra una notizia e un brano musicale a  descrivere, caro lettore, il mio  mondo di donna poco più che trentenne un mondo fatto di parole, a me utili per conoscere, per comunicare, per costruire ponti di umanità. Parole, Espressione di Umanità. Essere umano, da definizione: “che è proprio dell’ uomo, degli uomini, che dimostra comprensione amore per il prossimo, spirito di solidarietà” quanta bellezza e poesia potenziale c’è in ciascuno di noi e quanto del nostro universo  interiore  può essere estrinsecato al mondo grazie alle parole.

Parole come Luogo. Il comunicare è luogo impalpabile quanto concreto,  Wittgenstein  diceva “i limiti del mio mondo sono i limiti del mio linguaggio” e allora esploriamolo questo territorio, usciamo dalle solite mappe imposte, spingiamoci oltre  seguiamone le trasformazioni. Parole come dono e mezzo di uguaglianza.

“Solo la lingua rende uguali e ogni parola non imparata oggi è un calcio che si riceve domani” diceva all’incirca così Don Milani e sarà per questo che nella mia compagnia teatrale interculturale, lavoriamo con cura per intrecciare usanze, idiomi che appartengono a luoghi lontani, storie di vita che dal sud del mondo o da oriente arrivano nel cuore della Sicilia e non di certo con un viaggio aereo in prima classe.

Ma è nel suono di lingue diverse, nell’incontro in parole nuove, in occhi che hanno visto molto, forse troppo dolore, che trovi la voglia di costruire con gioia, cura e dedizione (magari tra le prove di uno spettacolo e la stesura di un copione nuovo) il nostro arcobaleno di vite e di esperienze.

Siamo attori, clown, mimi, giocolieri, esseri umani. Le Parole sono importanti. Avrebbe ripetuto Nanni Moretti nel suo “Palombella rossa”, ed ora lo scrivo anch’io, qui a te che leggi i miei pensieri,  perché chi ha il controllo delle parole e quindi della lingua ha potere comunicativo – relazionale, ovvero gli strumenti per dare voce alle idee, alle emozioni, alla bellezza,  al coraggio, alla possibilità per ciascuno di noi di esprimere se stesso.

“Per renderlo migliore questo mondo, se si insegnasse la bellezza alla gente, le si fornirebbe  un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà” aveva ragione Peppino Impastato.

Sì le parole sono importanti.

Ora sorrido, rimetto le mie cuffie e  torno ai colori e alla magia delle parole”.

 

 

Anna Rita Donisi
Vicepresidente Mete Onlus/Giurista

 

Il brano è tratto dal Testo “I Sogni Son Desideri. Sono Bambina, Non Una Sposa” di Giorgia Butera

 

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