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La Disumanità degli Aborti Selettivi

Accade soprattutto in India e in Cina (in questo paese mancano all’appello ogni anno 100 milioni di bambine), ma anche in Corea, Vietnam, Pakistan, Bangladesh e in alcuni paesi dell’area balcanica; in Armenia, nella fascia d’età sopra i 18 anni, si contano 39mila maschi in più rispetto alle femmine.

Bisogna contrastare le principali forme di violenza e discriminazione nei confronti delle bambine, partendo già dall’aborto selettivo sino alla schiavitù domestica (11 milioni le ragazzine che vengono cedute come serve a famiglie ricche) ai matrimoni precoci, alla violenza e alla discriminazione in famiglia, che fa sì che in molti paesi alle bambine siano negate cure mediche, istruzione, perfino una corretta alimentazione, tutto a vantaggio del figlio maschio, quello su cui la famiglia investe.  Nonostante esistano leggi che proibiscono i test prenatali per determinare il sesso del bambino, in India gli aborti selettivi sono una pratica molto diffusa che ha causato un netto calo del numero di bambine nate rispetto ai maschi.

«Ogni giorno ci sono duemila bambine che vengono uccise ancora nel grembo. Alcune di loro, appena nate vengono soffocate con un cuscino» ha riferito Maneka Ghandi all’emittente televisiva indiana NDTV.

Il Ministro Gandhi ha riferito che la campagna governativa “Beti Bachao Beti Padhao – Salva tua figlia, educa tua figlia” attraverso la quale il Governo indiano sta cercando di cambiare la tendenza demografica nel Paese, ha iniziato a sortire i suoi primi effetti dal lancio dello scorso gennaio.

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