Pray
13
giu

In Memoria della Strage di Orlando, la Storia di Claudia

 

 

“Maschi e Femmine, creò”.

Così, volle Nostro Signore, ma col tempo si capii che tante e diverse potessero essere le diversità sessuali.

Ognuno di loro riesce con la propria sensibilità a farti capire che la loro vita è come quella degli altri, sono esseri speciali, non sempre riescono ad accettarsi. L’attenzione è tutta concentrata verso chi vive la transessualità, capisci veramente di cosa si tratta se durante il tuo percorso ne incontri qualcuno. Io, sì.

Ho incontrato Claudia, qualche anno fa, lei non sapeva chi fosse, viveva l’aspetto più crudo di questa realtà, ovvero, essere l’appetito sessuale di ipocriti senza fine.

Di gente che torna a casa dalla propria compagna, facendo finta che nulla sia accaduto.

Il maschio è in cerca della ambiguità, vuole sentirsi domatore di più vite, e con loro ci riesce. Le anime trans hanno bisogno di tanto amore, non hanno una identità certa; la transessualità è una fase complessa, tu maschio o femmina, sei ingabbiato nel corpo di un essere che non ti appartiene. Corpo ed anima, non coincidono.

La gente ti deride. È facile scaricare su di te le proprie insicurezze, e le proprie fragilità. Beati loro che sono risolti. Non nell’anima, ma nel corpo sì. Quanto ti piace andare in giro ed insultarli.

Claudia, aveva difficoltà anche all’interno della sua famiglia, non veniva accettata.

Ma come fai, a non capire che lei è una donna. Che nulla è fatto per forza.

Stare loro vicini è una storia complessa, devono rinascere quando sono già nati.

La gente è curiosa del tuo corpo, tu invece sei piena di sentimenti. Ti senti cercata perché tu sei la differenza cercata.

Quante liti, quante lotte, quanti pianti. Tu non fai nulla per apparire come una donna, vivi la fase degli strilli. La famiglia ti ostacola, anche se capisce che tu sei fatta così, che senso ha rinnegare tua figlia, tuo figlio, solo perché è nata in una trappola.

Quante volte Claudia mi ha chiesto: “Ma tu come mi vedi, sono una donna o un uomo?”.

Non ho mai avuto dubbi, per me è una donna. Lotta, fregatene se ci credi, contro tutti, ci sarà sempre qualcuno che ti aiuterà a risolverti.

Cominci a cambiare abiti, non sei un travestito, cominci soltanto a prendere consapevolezza della tua realtà. Stai proprio bene, ti guardi indietro e vuoi amore, non vorresti più essere un bancomat per te stessa. Lo troverai quando qualcuno sarà sensibile come te.

Sono finiti i fuochi d’artificio, quanti pensieri ci siamo scambiate, io dovevo aiutarti a riprendere te stessa, e sapevo che alla fine ce la avresti fatta, non avevo dubbi. La tua non è una malattia, non puoi farci niente se sei una trans. A volte dici: “Il mio è soltanto un peso, sono una donna”.

La battaglia è dura, lunga, difficile; devi essere capace di contrastare i sorrisini peccaminosi della gente che incontri per strada.

Claudia ha sempre detto di non voler fare l’intervento, adesso quel tempo è arrivato. Claudia ha deciso di operarsi, non ha più senso vivere il contrasto dei due sessi. Insieme stiamo iniziando il difficile percorso dell’intervento.

Claudia, sarà Donna. Anzi, già lo è.

Ogni trans, ce la farà, sarà un percorso naturalmente tortuoso; sta per finire l’incontro con il proprio corpo che non ti rappresenta. Una nuova vita ti aspetta.

Il mio incontro con Claudia e con le diversità sessuali mi ha insegnato che se nella vita ci sono ostacoli, non bisogna avvilirsi, bisogna con amore e coscienza interiorizzare e poi manifestarsi.

Nessun corpo vive, se non per effetto della sua anima.

 

Giorgia Butera

Presidente Mete Onlus

Advocacy

 

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