Viaggio
3
apr

Il Turismo Sessuale nei Confronti dei Bambini/e è “Pedofilia Tollerata”

 

Secondo l’ultimo rapporto di Ecpat Italia (organizzazione che da settantanni si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini) emerge che gli italiani (per lo più uomini) sono ai primi posti come clienti di bambini fatti prostituire in Paesi del Terzo Mondo.

“Questa tendenza è molto allarmante – spiega Marco Scarpati, Presidente della sezione italiana dell’organizzazione – queste persone non sono pedofili. I pedofili abituali sono il 5 per cento, la maggioranza invece dei turisti sessuali è composta da persone che vanno all’estero per provare un’esperienza trasgressiva”, spiega. L’organizzazione ha stimato che nel mondo ogni anno ci sono un milione di turisti sessuali che rivolgono le loro attenzioni a minori tra i 12 e 14 anni, e a volte anche più piccoli, come bambini e bambini di 5 anni. I turisti che si rivolgono alla prostituzione minorile sono un terzo del totale.

Le mete preferite dai turisti sessuali italiani sono il Kenya, Santo Domingo, la Colombia e il Brasile. Dopo l’Italia, i turisti sessuali vengono da Germania, Giappone, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e recentemente anche Cina.

Secondo l’identikit del turista che va in cerca di sesso con minori realizzato da Ecpat l’età media si è abbassata (tra i 20 e i 40 anni); possono essere sposati o single, maschi o femmine (anche se la maggioranza sono maschi) stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato. Possono avere un alto livello socio-economico o provenire da un ambiente svantaggiato. Lo studio distingue i turisti sessuali in tre distinte categorie: quelli occasionali (spesso in quel Paese per lavoro) sono la maggioranza; poi ci sono i turisti abitudinari che acquistano residenze che abitano in alcuni periodi dell’anno; e i pedofili.

Secondo stime dell’Organizzazione mondiale del turismo ogni anno almeno 3 milioni di persone partono per viaggi a scopo ‘sessuale’.

Continuare a leggere e diffondere dati allarmanti, ed allo stesso tempo negare azioni concrete ed interventi mirati da parte di quelle realtà che hanno il dovere di occuparsene, provoca sentimenti di profonda indignazione.

La negazione porta ad uno stato di accettazione passiva, e  così uniti in una azione ideologica e concreta, Mete Onlus (nel ruolo di Advocacy) e Protea Human Rights conducono, da diverso tempo, i riflettori sulla disumanità riguardante il turismo sessuale minorile.

“Il viaggio, è altra cosa”.

 

 

 

 

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