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Butera e Baresi Presenti alle Nazioni Unite

E’ in corso la 30eme Session du Conseil Droits de l’Homme delle Nazioni Unite a Ginevra.

Giorgia Butera, siciliana, e Sara Baresi, bresciana, sono intervenute nei giorni scorsi in Consiglio.
Entrambe fanno parte del Network delle Associazioni che insieme stanno portando avanti una alta progettualità a livello internazionale in nome dei Diritti Umani.
L’incontro tra le varie Associazioni è avvenuto in occasione della Comunità Internazionale “Sono Bambina, Non Una Sposa”, e sono: Hryo (Human Rights Youth Organisation), Antigone Sicilia, Protea, Antilia, Wishwall Foundation, UN.I.S..
Giorgia Butera ha parlato in nome della Ong “African Development Association”e della Associazione Mete (Multiculturalism, Earth, Territory, Education), da lei presieduta.
Sara Baresi ha parlato in nome di AIPD e come Presidente di Protea, un’associazione di diritti umani e di lavoro in una rete di associazioni con sede in Italia.
Entrambe hanno posto all’attenzione dei Presidente del Consiglio dei Diritti Umani di Ginevra, la condizione dei Campi di Tindouf in Algeria, chiedendone il censimento della popolazione.
Afferma Sara Baresi:” Da Tindouf riceviamo enunciati che rappresentano una comunicazione mediata attraverso la propaganda politica. E’ un sistema di indottrinamento espressa da “dichiarazioni ufficiali” e non sono il risultato della libera espressione del proprio pensiero. La costruzione del pensiero degli abitanti di Tindouf, infatti, è influenzato e orientato dalla nascita”.

Giorgia Butera ha ribadito con forza il messaggio che da diverso tempo porta avanti: “Stop Spose Bambine. Stop Matrimoni Precoci e Forzati. Stop Aborti Selettivi”; durante l’intervento è stato presentato l’impegno che insieme a Maman Africa viene condotto in Burkina Faso e Costa D’Avorio.
Prosegue, la sociologa Butera:” Attraverso il nostro impegno, noi desideriamo contribuire all’alfabetizzazione sociale e sosteniamo il diritto all’istruzione. Una Bambina istruita sarà una Donna libera nel suo futuro”. Ha proseguito il suo intervento affrontando la condizione delle donne che arrivano attraverso gli sbarchi lungo le coste siciliane; molto spesso vittime della prostituzione forzata.

 

 

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