Mete
19
nov

Dobbiamo Imparare ad Avere Sete di Gentilezza

 

La gentilezza è l’antidoto di alcuni dei veleni della vita.

La gentilezza è rivoluzionaria. Si lega con la concretezza dell’agire, e con una certa eleganza dell’anima di chi ha in sé innata saggezza ed armonia.

La gentilezza riesce a farci uscire dallo spazio angusto dell’io, irrorato e nutrito dall’individualismo quotidiano, per spalancare dinnanzi a noi la visione del mondo che ci circonda. Contiene in sé l’accoglienza, la tolleranza, l’ empatia; ci fa apprezzare dell’altro il suo essere, consentendoci di cogliere di esso il valore della sua unicità, della sua preziosa differenza.

Dobbiamo imparare ad avere sete di gentilezza per donarla a nostra volta al mondo che ci circonda, che si tratti di animali, alberi od esseri umani.

Di fatto riversare la gentilezza ci consentirà di rendere migliori le nostre azioni, saranno migliori anche i nostri pensieri. Azioni e pensieri da noi praticati rimarranno a loro volta nel cuore e nella mente di chi ci ascolta, e di chi si relaziona con noi, a quel punto saremo strumento di un valore che nutrirà trasversalmente le idee di tutti.

È antidoto la gentilezza, contro veleni dell’anima come la presunzione, l’aggressività e l’arroganza.

È porto sicuro contro solitudine e paura, che spesso ci logorano silenziosamente portandoci a vivere giorni interi nell’alienazione della routine, rendendoci meccanici e indifferenti.

Certo è che compiuta un’azione gentile, succede un piccolo rivoluzionario fenomeno, iniziamo da subito a sentirci col cuore a posto, proviamo fiducia.

Se riceviamo gentilezza, ci pervade un senso di serenità riappacificante.

Chiudo con un interrogativo di Jean Jacques Rousseau “Quale saggezza puoi trovare che sia più grande della gentilezza?”

 

 

Anna Rita Donisi
Vicepresidente Mete Onlus/Giurista
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