Arcobaleno
12
apr

Attraverso il Nostro Studio Capiamo come la Bibbia e le Religioni hanno Affrontato il Tema dell’Omosessualità

Attraverso il nostro studio capiamo come la Bibbia e le varie religioni hanno affrontato il tema dell’omosessualità.
“La Chiesa, fedele alla Bibbia riconosce che, l’omosessualità vissuta non può essere un bene per l’uomo, ma afferma con forza, che ogni persona, qualsiasi sia il suo orientamento sessuale, ha la stessa dignità”. I riferimenti all’omosessualità nella Bibbia occupano poco spazio, ciò è legato alla mancanza di visibilità di tale fenomeno, conseguenza logica del divieto riguardo tale comportamento. I testi biblici che affrontano direttamente o indirettamente il problema dell’omosessualità sono:

Per l’Antico Testamento
Genesi 19: 7-8 “… no, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo, lasciate che ve le porti e fate loro quel che vi piace, purchè non facciate nulla a questi uomini…”
Giudici 19:23-24 “…no, fratelli miei, non fate una cattiva azione; dal momento che questo uomo è venuto in casa mia, non dovete commettere questa infamia! Ecco mia figlia che è vergine, io ve la condurrò fuori, abusatene e fatele quello che vi pare; non dovete commettere questa infamia!”
Levitico 18:22: ” Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna. E’ abominio”.

Per Il Nuovo Testamento
1 Corinzi 6,9-10: ” Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti…erediteranno il Regno di Dio”.
1 Timoteo 1,9-10: “La legge non è fatta per il giusto, ma per…i fornicatori, i pervertiti, i trafficanti di uomini, i falsi, gli spergiuri e per ogni altra cosa che è contraria alla sana dottrina”.
Romani 1, 18-32: “…Dio li ha abbandonati a passioni infami: le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura: egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con le donne, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento”.


Il riferimento a Genesi1 permette di capire che tale divieto non è in alcun modo invalidato da questioni di “tendenze” o di orientamento. E’ ogni atto omosessuale nella sua materialità ad essere contrario alla volontà divina manifestata alle origini, a prescindere dal fatto che sia imposto o acconsentito. La comunione fra l’uomo e la donna è la prima rivelazione dell’amore di Dio per l’uomo. La differenza permette l’espressione di una complementarietà, che rende in tal modo possibile il dono delle persone. Nei Vangeli non è tramandato che Gesù si sia mai espresso direttamente sull’omosessualità. Gesù non dice una Parola su questo, ma tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare. Riguardo in generale alla ricerca di Parole di Gesù che riguardino il tema dell’omosessualità, non vi è una visione unanime tra i cristiani; c’è anzi, chi vede nell’annuncio cristiano un messaggio di liberazione che riguarda la Creatura di Dio, a prescindere dalla sua identità di razza, genere, condizione, e pure dall’orientamento sessuale. 

La Chiesa Cattolica considera l’omosessualità sotto il profilo morale e, non adotta una specifica teoria delle cause, sebbene siano state avanzate numerose teorie sulla differenziazione dell’orientamento sessuale. La Chiesa Cattolica ha condannato esplicitamente le aggressioni verbali e fisiche ai danni delle persone omosessuali. (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica per la Cura Pastorale delle Persone Omosessuali, 1986.)
Dal punto di vista dottrinale, qualsiasi tipo di unione o di convivenza tra omosessuali, non è legittimato all’interno della comunità cattolica; anche se molte Nazioni con popolazione a maggioranza cattolica hanno legittimato le unioni di fatto anche tra omosessuali ed, in alcuni casi anche il matrimonio. In particolar modo, il riconoscimento civile di queste unioni che preveda diritti quali, la partecipazione all’eredità ed, alla reversibilità della pensione in caso di morte del partner, non è accettato in quanto comporta l’estensione di diritti e tutele che lo Stato già riconosce alle coppie eterosessuali sposate, come anche, la adozione di figli.

Diversi critici sostengono che l’atteggiamento della Chiesa Cattolica e, di alcuni suoi aderenti rispetto agli omosessuali non sia di tolleranza e accettazione, ma che anzi arrivi alla discriminazione e all’omofobia. Lo stesso uso della parola tendenza al posto del termine orientamento, scientificamente corretto, dimostra un voler assegnare all’orientamento omosessuale una posizione secondaria rispetto a quello eterosessuale.
A partire dal 1980, con la fondazione del Gruppo del Guado, si assiste al proliferare di gruppi di omosessuali cattolici, che hanno dato vita in Italia al Coordinamento gruppi di omosessuali cristiani in Italia (Coci).

Le Chiese dei Vecchi Cattolici hanno, invece, una posizione tollerante.
Le Chiese Protestanti classiche (luterani, riformati / presbiteriani, valdesi ecc) hanno generalmente un orientamento aperto, di solito convivono all’interno delle Chiese le diverse sensibilità, (sia favorevoli che contrari all’omosessualità) senza che l’una prevarichi sull’altra, basandosi sul principio della libertà e responsabilità dei singoli credenti. In Italia le Chiese Valdesi e Metodiste congiunte alle Chiese Battiste hanno preso nel 2000 una posizione ufficiale favorevole all’accoglienza in chiese delle persone omosessuali.

Esistono all’interno del mondo protestante due organizzazioni interdenominazionali che si occupano di fede e omosessualità, la Refo (Rete Evangelica Fede e Omosessualità, la più antica, nata nel 1998) e l’Associazione “Fiumi d’acqua viva” – Evangelici su Fede e Omosessualità.
In genere, le Chiese Evangelicali (Chiese pentecostali, Chiese libere…) ritengono l’omosessualità un peccato e chiamano quindi gli omosessuali che intendano entrare a farne parte a rinunciare alle relazioni omosessuali.

Il 17 maggio 2007, in occasione dell’annuale Giornata Internazionale contro l’Omofobia, l’organizzazione non governativa Human Rights Watch ha inserito Benedetto XVI nella classifica dei leader che usano la loro autorità per negare diritti umani di base, con queste motivazioni: “Il leader della Santa Sede è andato ben oltre l’espressione delle vedute teologiche della Chiesa sull’omosessualità. Il Papa è intervenuto nella politica in molti paesi per condannare o minacciare quanti sostengono gli uguali diritti o, qualsiasi forma di riconoscimento per le famiglie di lesbiche e gay”.

Una controversia sorta all’interno della Chiesa Cattolica nel 2005 riguarda l’Istruzione che vieta ai candidati omosessuali o che sostengono la cultura gay l’ammissione al seminario o l ‘ordinazione sacerdotale. Tale Istruzione è entrata in vigore pochi mesi dopo l’insediamento del nuovo Papa, Benedetto XVI, e si aggiunge alla lista delle discriminazioni che la dottrina della Chiesa Cattolica ammette nei confronti degli omosessuali. In precedenza, con le Considerazioni del 1992, la CdF aveva già previsto altre forme di discriminazione: nell’assunzione d’insegnanti di atletica, nel servizio militare, nella collocazione di bambini per adozione o, affido. 
Così, la Chiesa, la religione e l’omosessualità.

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